Recensione di “Translatio Sancti Marci” Treviso 20 settembre 2008

 

Tutti esauriti i posti in sala per la prima esecuzione assoluta di “Translatio Sancti Marci”, nuovissima produzione firmata OpusAvantra Studium presentata con successo sabato sera (20 settembre, ore 21:00) nei suggestivi spazi della Chiesa di Santa Caterina a Treviso nell’ambito del festival di musica contemporanea “Finestre sul Novecento”. Un progetto nato dalla fantasia e dalla professionalità di Donella Del Monaco, che, mescolando latino e veneto arcaico, ha scelto e rielaborato brillantemente i testi medievali relativi alla storia del viaggio avventuroso del corpo di San Marco, trafugato ad Alessandria d’Egitto e condotto a Venezia nell’anno 828. Testi che si sono librati sulle efficaci musiche di Paolo Troncon: un variopinto collage di brani sia vocali (arie e songs) che strumentali, a tratti toccante e a tratti energico, comunque mai statico o avaro di idee. Anzi, si tratta di un cocktail molto ricco: arie e vocalizzi a metà fra opera e art-rock (ricca di pathos, forza e vellutatezza la voce della Del Monaco, decisamente in gran forma), sprazzi di progressive-rock, scintille free-jazz (eccitanti le improvvisazioni di tutto l’ensemble, con assoli di sax coltraneani e di flauto con sonorità Jethro Tull), canto gregoriano patriarchino (coro maschile registrato diretto da Steno Boesso), il tutto distillato secondo una ricetta musicale contemporanea e personalissima, ricca di influssi etnici, medio orientali e arcaici. Oltre a quella del soprano, va doverosamente riconosciuta la bravura (e la duttilità) di tutti i musicisti, ad iniziare dal percussionista Pietro Bertelli, stupefacente alchimista di timbri e risonanze, autore di due brani (“Un vento favorevol” ed “Exultet”) che hanno letteralmente incantato il pubblico. Per poi continuare con la maestria del flautista Mauro Martello (cimentatosi anche nel duduk), della violoncellista Anna Campagnaro e di Andrea Martin (sassofoni) e Loris Sovernigo (tastiere ed effetti speciali), senza dimenticare la simpatica voce recitante di Sandro Buzzati. Non a caso, il concerto si è concluso con un applauso duro ad estinguersi, premiando una produzione coraggiosa ma senza dubbio godibilissima e soprattutto contemporanea.

(Gabriele Voltarel)

 

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